Pablo Neruda

(12 July 1904 – 23 September 1973 / Parral)

Fleas Interest Me So Much - Poem by Pablo Neruda

Fleas interest me so much
that I let them bite me for hours.
They are perfect, ancient, Sanskrit,
machines that admit of no appeal.
They do not bite to eat,
they bite only to jump;
they are the dancers of the celestial sphere,
delicate acrobats
in the softest and most profound circus;
let them gallop on my skin,
divulge their emotions,
amuse themselves with my blood,
but someone should introduce them to me.
I want to know them closely,
I want to know what to rely on.


Comments about Fleas Interest Me So Much by Pablo Neruda

  • Fabrizio Frosini (11/23/2015 6:12:00 AM)


    ''Tanto m'interessano le pulci''


    ''Tanto m'interessano le pulci
    che mi lascio pungere per ore,
    sono perfette, antiche, sanscrite,
    sono macchine implacabili.
    Non pungono per mangiare,
    ma pungono per saltare,
    sono le saltatrici dell'orbe,
    le delicate, le acrobate
    del circo più dolce e profondo:
    mi galoppino sulla pelle,
    diffondano le loro emozioni,
    si divertano col mio sanque,
    ma qualcuno me le presenti,
    voglio conoscerle davvicino,
    voglio sapere come attenermi. ''
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  • Fabrizio Frosini (11/23/2015 6:11:00 AM)


    ''Bestiario'', ITALIAN

    Potessi parlare con uccelli,
    con ostriche e con lucertole,
    con le volpi di Selva Oscura,
    con gli esemplari pinguini,
    se mi capissero le pecore,
    i languidi cani lanosi,
    i cavalli da barroccino,
    se discorressi con i gatti,
    se m'ascoltassero le galline!
    Non m'è mai occorso di parlare
    con animali eleganti:
    non ho curiosità alcuna
    per l'opinione delle vespe,
    né delle cavalle da corsa:
    s'arrangino pure volando,
    vincano vestiti correndo!
    Voglio parlare con le mosche,
    con la cagna che ora ha partorito
    e chiacchierare coi serpenti.
    Quando ebbi piedi per camminare
    in notti triple, già trascorse,
    andai dietro ai cani notturni,
    a quegli squallidi viandanti
    che trottano e vanno in silenzio
    con gran fretta in nessun posto
    e li seguii per molte ore,
    essi sospettavano di me,
    ah, poveri cani insensati,
    e persero l'occasione
    di narrare le loro tristezze,
    di correre con pena e coda
    per le vie dei fantasmi (...)
    I ragni sono rovinati
    da pagine stupidissime
    di esasperanti semplicisti:
    li vedono con occhi da mosca,
    li descrivono divoratori,
    carnali, infedeli, viziosi.
    Secondo me questo giudizio
    si ritorce contro i giudici:
    il ragno è un vero ingegnere,
    un divino orologiaio,
    per una mosca di più o di meno
    lo detestino pure gli idioti;
    io voglio discorrere col ragno:
    voglio che m'intessa una stella.
    Tanto m'interessano le pulci
    che mi lascio pungere per ore,
    sono perfette, antiche, sanscrite,
    sono macchine implacabili.
    Non pungono per mangiare,
    ma pungono per saltare,
    sono le saltatrici dell'orbe,
    le delicate, le acrobate
    del circo più dolce e profondo:
    mi galoppino sulla pelle,
    diffondano le loro emozioni,
    si divertano col mio sanque,
    ma qualcuno me le presenti,
    voglio conoscerle davvicino,
    voglio sapere come attenermi.
    Non ho potuto conoscere
    i ruminanti intimamente:
    certo io sono un ruminante,
    non so perché non m'intendano.
    Devo trattare questo tema
    pascolando con vacche e buoi,
    pianificando con i tori.
    Conoscerò in qualche maniera
    tante cose intestinali
    che sono nascoste dentro
    come passioni clandestine.
    Che pensano i porci dell'alba?
    Non cantano ma la reggono
    con i grandi corpi rosati,
    con le piccole zampe sode.
    I porci sostengono l'alba.
    Gli uccelli mangiano la notte.
    Ed il mondo al primo mattino
    è deserto: dormono i ragni,
    gli uomini, i cani e il vento,
    i porci grugniscono: è l'alba.
    Voglio discorrere con i porci.
    Dolci, sonore, rauche rane,
    sempre ho voluto farmi rana,
    sempre ho amato lo stagno, le foglie
    sottili come filamenti,

    mondo verde dei nasturzi
    con le rane padrone del cielo...
    In questo mondo che corre e tace
    voglio più comunicazioni,
    altri linguaggi, altri segni,
    voglio conoscere questo mondo.(...)
    Voglio parlare con molte cose
    e non me, ne andrò dal pianeta
    senza sapere cosa ho cercato,
    senza accertare questo fatto,
    e non mi bastano le persone,
    debbo andare molto più lontano
    e andare molto più vicino.
    Per questo, signori, io vado
    a discorrere con un cavallo,
    e mi perdoni la poetessa
    e il professore mi perdoni,
    ho la settimana occupata,
    debbo ascoltare tutto a fiotti.
    Come si chiamava quel gatto?
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  • Brian Jani (4/27/2014 2:57:00 AM)


    Awesome I like this poem, check mine out  (Report) Reply

    Kim Barney (4/4/2015 9:51:00 PM)

    Sorry, Dude, he can't do that.
    He's been dead since 1973.

  • (10/8/2006 6:06:00 AM)


    enigmatic yet allegorical, will be my first impression on this piece of literary work.
    who are these fleas?
    is it the simplistic and basic masses, the ground level of society that he refers to?
    or the perpetually uncomplicated human nature does he refer to?
    the fleas devour on the ethereal playground on the poetic body; never aware of the divine solace with which the sullen eyes the poet hopes for them; inflicted pain or decadent wound on his flesh is given away with taciturn pleasure. Like a ghost from the tomb he vistis them in their most intimate hours of passionate graze; exquisite languid love emanates from this aparition; loving and caring and yet ever unknown.
    and then a sudden strike....is he the mother earth?
    or is it not true that al forms of society and civic life forms and every delienation of human nature is the sublime portrayal of earth or nature?
    She, mother of all, is the truest proletariat.....the keystone of this cavernous universe we inhabit.
    (Report) Reply

    Kim Barney (4/4/2015 9:52:00 PM)

    You're trying to read too much into it. They're just fleas.

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Poem Submitted: Friday, January 3, 2003



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