Un barlume d'attesa
squarcia i cieli
sprazzo di scampo
da questo mondo cruento.
Lontano richiamo
sussurra ad una mente assopita
da tanto sangue versato,
preponderante smania
che fa grande solo in apparenza
verso vette illusorie
che celano il nulla.
Dopo miliardi d'anni
fatti non siamo per credere
ad altari che ci osservano.
Solo idoli abbiamo saputo creare
umanizzati dalla nostra mente:
Olimpo, Walhalla, Amon,
Brahma (il cielo) , Shiva (la luna) , Vishnu (il sole) ,
Shakti (l'energia divina femminile) , Budda, Allah, Gesù,
da cui il Dio-Cielo fu annunciato.
Forse tra questi il vero?
Solo alcune menti comprenderanno,
vero accessibile ai pochi che sopravviveranno.
Solo agli eletti l'eterno
e agli altri il nulla.
Non è forse il tempo
come concepito,
ma dura quanto l'attimo nell'infinito
per poi perdersi in esso.
Prerogativa di pochi
a cui è concesso pensare
che solo l'eterno dura.
Da quando l'uomo comparve su questa terra,
una tenace scorza
ataviche fatiche
hanno rivestito la sua pelle
di inadeguata materia,
di bisogni che li ha reso schiavi
di malsani pensieri.
Limitatezza,
mai debellata debolezza,
presterà un soccorso,
come necessario appiglio
che il nostro corpo
fattosi lieve porterà in alto.
Tu sei solo voce che non t'offri
al nostro richiamo
e sai darci solo silenzi.
Dai un sostegno
alla nostra volontà che sogna,
sollevaci dove non più le nubi
ma un azzurro splendente
ci faccia da tetto.
Sarà forza di pochi, poeti dell'anima,
che sospingerà dove si sprigiona
l'alito del cosmo,
confortevolmente eterno,
dove, confidando,
edificherà l'infinita esistenza.
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