Se è davvero una trama di pensieri
e di tempo che ci lega,
che cosa scava questo ferro
dentro un tessuto così leggero?
Filo di voce, filo di fiato
solo tieni vicini.
Filo di lana, filo di latte
cuci il bianco degli alberi
e le ombre fragili dell'alba fino al suono
dell'acqua che scorre, al bisbiglio ineguale delle stoviglie.
Filo di rame - accendi!
Filo di ferro - attorci!
Di questo giorno che viene sui polsi
lascia un segno, sulle caviglie, stringi
dove il freddo invade.
Filo di frasi che portano il conforto
di una stupidità comune.
Filo che perdi il numero, il confronto
dei posti e le stagioni, quella luce
che brucia le nostre foto,
la forma della fronte e delle dita
nei miei pensieri, filo
di sangue, filo di cellule, elica,
ecco: le mani fuori per vedere
dove l'ustione corteggia il metallo,
dove è ruvida, rotta
la giuntura del cielo e la casa:
mi vergognavo del mio dialetto,
mi vergognavo della lingua italiana -
di avere seme vivo dentro di me
muto rotto filo di buio -
sempre più buio dentro il respiro.
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