Friday, March 29, 2019

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Così si manca per astio
da una casa, così si va via
per sporcarla,
lasciando là tutto per sempre
nel disordine di ogni giorno.

Un'ultima volta la giacca nuova,
riporla nell'armadio, con un sorriso: così
si dovrebbe, ho pensato.
Una battuta, un "A dopo": così.

In ospedale, il corpo - più piccolo
e già altrove, un altro.

Riconoscere chi?
Ho detto "Sì", pensato "No - è un altro".
Il dolore finito.
Guardare la notte intera la televisione
per una notte, quattro notti,
per confondere i sensi, il sonno.

L'asfalto a poche spanne.
Molle - ovunque - la strada.
"Là dentro, è là dentro", acceca.
Adesso la buca, i colpi di pala.

Non ho potuto.
E gli sguardi, le mani che toccano dove mai
tra estranei: il collo,
l'interno del braccio.
...
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Gian Mario Villalta
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