VIENI NELLA MIA TANA, MATERIA! Poem by Maarja Kangro

VIENI NELLA MIA TANA, MATERIA!

La bandiera sul vecchio castello
sventola come uno straccio.
La bandiera dello Stato. Malridotta,
se ne frega di quale stato, non è colpa sua.
Il tessuto consumato dall'acqua e dall'aria,
i fili malati. Non vuole
che queste molecole stanche rappresentino qualcuno.
Mi metto sotto di lei sull'asfalto
e dico: "Vieni nella mia tana!
Vieni via, nella mia tana, materia!"
Le scarpe Nike della rampolla (?) felice:
poliuretano rosa, disprezzato, fruttodel lavoro degli schiavi.
La carta negli armadi degli accademici e dei funzionari:
la bella, pallida, quieta vittima della loro vita.
Il metallo scintillante del Suv che ha ammazzato un pedone.
I colori ad acquarello nella foto di un debole parlamentare.
La bandiera sventola. Vieni, stoffa, colore e tessuto!
Vieni, forma grafica della lettera,
forma acustica della parola!
Vieni, abbracciamoci e dormiamo!
Vieni a nasconderti nella mia tana, materia!

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