Michelangelo Buonarroti - Rime (XVI secolo)
78. Dal dolce pianto al doloroso riso
Dal dolce pianto al doloroso riso,
da una etterna a una corta pace
caduto son: là dove ’l ver si tace,
soprasta ’l senso a quel da lui diviso.
Né so se dal mie core o dal tuo viso5
la colpa vien del mal, che men dispiace
quante più cresce, o dall’ardente face
de gli occhi tuo rubati al paradiso.
La tuo beltà non è cosa mortale,
ma fatta su dal ciel fra noi divina; 10
ond’io perdendo ardendo mi conforto,
c’appresso a te non esser posso tale.
Se l’arme il ciel del mie morir destina,
chi può, s’i’ muoio, dir c’abbiate il torto?
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Michelangelo Buonarroti - Rime (XVI secolo) 78. Dal dolce pianto al doloroso riso Dal dolce pianto al doloroso riso, da una etterna a una corta pace caduto son: là dove ’l ver si tace, soprasta ’l senso a quel da lui diviso. Né so se dal mie core o dal tuo viso5 la colpa vien del mal, che men dispiace quante più cresce, o dall’ardente face de gli occhi tuo rubati al paradiso. La tuo beltà non è cosa mortale, ma fatta su dal ciel fra noi divina; 10 ond’io perdendo ardendo mi conforto, c’appresso a te non esser posso tale. Se l’arme il ciel del mie morir destina, chi può, s’i’ muoio, dir c’abbiate il torto?