The peach-tree that I see blossoming among the ruins of the city of Milan is not life
triumphing over cement, but only cement air, a life of cement inside the tree, my life.
Our life eluded on the roof-tops.
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one more poem (in its original Italian text) by Stefano Dal Bianco: __________________________________________________ Gradazioni Stiamo in una certa solitudine, tu ed io (se sapessi chi sei o come ti si chiama) ma devo dirti grazie, come sempre, per sempre lo stesso motivo, che nel vuoto così intero in cui tu stai mi tiri dentro… e volentieri vengo (recalcitrando solo pro forma, facendo finta per un po’, per abitudine, che qualcosa ci sia da difendere ancora nella mia vita…) Così vengo con te, lasciando andare i nomi delle cose care, senza destino, in perfetta solitudine… Ed è un percorso, amore mio, che passa per un vuoto ma che non trova il vuoto; ché sempre tu mi rassicuri e nel tuo modo alieno di certezze, stanco, imbarazzato forse anche mi guidi (tu che non sei mai niente o solo l’amore mio evanescente e bianco soffice di nubi…) Così per molti giorni avendo traversato sono passato da un troppo pieno, a un vuoto, a qualcos’altro. Ci vengo volentieri, adesso, ti ringrazio e qui mi fermo (ma tu chi sei, e come ti si ferma?)