Michelangelo Buonarroti

(1475-1564 / Italy)

Lvi. Second Reading. - Poem by Michelangelo Buonarroti

HEAVEN-BORN BEAUTY.

Venne, non so ben donde.

It came, I know not whence, from far above,
That clear immortal flame that still doth rise
Within thy sacred breast, and fills the skies,
And heals all hearts, and adds to heaven new love.
This burns me, this, and the pure light thereof;
Not thy fair face, thy sweet untroubled eyes:
For love that is not love for aught that dies,
Dwells in the soul where no base passions move.
If then such loveliness upon its own
Should graft new beauties in a mortal birth,
The sheath bespeaks the shining blade within.
To gain our love God hath not clearer shown
Himself elsewhere: thus heaven doth vie with earth
To make thee worthy worship without sin.


Comments about Lvi. Second Reading. by Michelangelo Buonarroti

  • Fabrizio Frosini (12/28/2015 2:08:00 PM)


    218 SONETTI.
    Vaticano, a, b, e, e. un.

    (paiHA lbcioue.)

    Per ritornar l donde venne fora, L' immortai forma al tuo career terreno Venne com'angel di piet si pieno Che sana ogn' intelletto, e '1 mondo onora. Questo sol m'arde, e questo m'innamora; Non pur di fora il tuo volto sereno: Gh' amor non gi di cosa che vien meno Tien ferma speme, in cu' virt dimora. N altro awien di cose altere e nuove In cui si preme la natura; e '1 cielo eh' a lor parto largo s' apparecchia. N Dio, suo grazia, mi si mostra altrove. Pi che 'n alcun leggiadro e mortai velo; E quel sol amo, perch 'n quel si specchia.

    1-1. E quel sol amo, perch* in lui si specchia.

    [v. a.] Lesione riHulata.

    3. Gom' angel venne di grazia si pieno, [v. e] 9-i4. E se '1 senso talor tua belt muove,9-li. N altro awien che per subite pruove Di duo begli occhi ne prometta il cielo A chi benigno al parto s' apparecchia, [v..] N Dio se stesso manifesta altrove Lezione rifiutata.

    9-il. E se talor tua gran belt mi muove Al primo grado che n' ascende al ciclo ^ Al primo grado da salire al cielo, Grazia in un punto a gli altri s* apparecchia Nel primo grado onde s* ascende al cielo, Grazia po' gli altri in un punto apparecchia Onde grazia p* gli altri n' apparecchia.9-12. E s* altrimenti tuo belt mi muove, Ne' primi assalti noi promette il cielo In chi benigno al parto s' apparecchia. N Dio se stesso si gli mostra altrove, [v. e. ]

    Nel primo assalto alla parte del cielo Vera piet 'n un punto s*. apparecchia.

    Pi di' in alcun leggiadro e mortai velo, Dov' al mio stil suo gran valor si specchia Dove a san* occhi sua virt si specchia, [v. e.] M4.E quando allor tua gran belt mi muove Gh* al ben voler p* gli altri n* apparecchia. N Dio si mostra, a chi ben vede, altrove Pi che *n alcun leggiadro mortai velo; E quel tant*amo, quanto in quel si specchia.[v. e.]
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  • Fabrizio Frosini (12/28/2015 2:07:00 PM)


    Per tornarsene là donde usci, venne l'anima tua nella tua spoglia mortale, come angelo pietoso che sana con la sua luce gli intelletti, e onora il mondo con le sue virtù. Questo è quello che mi accende d'amore (cioè, l'anima angelica) , e non il tuo solo volto, per quanto bello d' una serena bellezza: perchè nell' uomo virtuoso si nutre e mantiene l' amore, se non ha per oggetto cosa caduca. Né altrimenti avviene di tutte le cose eccellenti, nella cui produzione la natura fa come uno sforzo; perchè il cielo si prepara ad esser liberale al loro nascere. Né Dio si mostra meglio, per sua grazia, che per mezzo di un leggiadro corpo terreno; il quale io amo, perchè in quello è come riflessa la bellezza divina.

    Per ritornar l donde venne fuora L* vmmoriaX forma, al suo career terreno Com* angel venne, e di piet si pieno, Che sana ogni intelletto, e 'l mondo onora. Questa sol m' arde, e questa m' innamora, Non pur di fuor, che *l tuo lume sereno Sveglia amor non di cosa che vien meno.

    Ma pon sua speme ove virt dimora. E se talor tua gran belt ne muove, E *l primo grado da salir al cielo, Onde poi grazia a gli altri s* apparecchi. N Dio se stesso manifesta altrove Pi che in alcun leggiadro mortai velo, Dov' occhio sano in sua virt si specchi.
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Poem Submitted: Tuesday, August 31, 2010



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