Sylvia Plath

(October 27, 1932 – February 11, 1963 / Jamaica Plain, Massachusetts)

Tulips - Poem by Sylvia Plath


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Comments about Tulips by Sylvia Plath

  • Fabrizio Frosini (1/18/2016 8:48:00 AM)


    ITALIAN TRANSLATION:

    'I tulipani'

    I tulipani sono troppo eccitabili, e' inverno qui,
    guarda quanto ogni cosa sia bianca, quieta e innevata.
    Imparo la pace, mentre si posa quieta a me vicina
    come la luce su questi muri bianchi, questo letto, queste mani.
    Non sono nessuno; niente a che fare con le esplosioni.
    Ho dato il mio nome e i vestiti alle infermiere
    la mia storia all'anestesista e il mio corpo ai chirurghi.

    Hanno appoggiato la mia testa tra cuscino e bordo del lenzuolo
    come un occhio fra palpebre bianche che non si chiuderanno.
    Stupida pupilla, di tutto deve fare incetta.
    Le infermiere passano e ripassano, non disturbano,
    passano come i gabbiani verso terra nelle loro cuffie bianche,
    facendo cose con le mani, uguali l'una all'altra,
    cosi' che e' impossibile dire quante siano.

    Il mio corpo e' un sasso per loro, vi si apprestano come l'acqua
    ai sassi sui quali deve scorrere, levigandoli garbata.
    Mi danno il torpore con i loro aghi luccicanti, mi danno il sonno.
    Adesso ho perduto me stessa sono stanca di bagagli -
    la mia borsa di pelle come un nero portapillole,
    mio marito e il bambino sorridono nella foto di famiglia;
    i loro sorrisi mi agganciano la pelle, piccoli ami sorridenti.

    Ho gettato cose in mare, io cargo di trent'anni
    tenacemente attaccata al mio nome e indirizzo.
    Hanno strofinato via tutti i miei affetti.
    Impaurita e denudata sulla plastica verde della barella
    ho guardato la mia teiera, il como' della biancheria, i miei libri
    affondare lontani, e l'acqua arrivarmi sopra la testa.
    Sono una suora adesso, mai stata cosi' pura.

    Non volevo fiori, volevo soltanto
    sdraiarmi a palme in su completamente vuota.
    Come si sia liberi, non avete idea quanto liberi -
    la pace e' cosi' grande che abbaglia,
    non chiede nulla, un'etichetta col nome, qualche bazzecola.
    Con questa, alla fine, chiudono i morti; li immagino
    masticarsela come un'ostia da Comunione.

    I tulipani sono troppo rossi in primo luogo, mi feriscono.
    Anche attraverso la carta da regalo li sentivo respirare
    piano, attraverso la bianca fasciatura, come un bimbo mostruoso.

    Rossastri parlano alla mia ferita, le rispondono.
    Sono traditori: sembrano ondeggiare, anche se mi tirano giù,
    scompigliandomi con le loro lingue inattese e il colore,
    una dozzina di rossi piombi intorno al mio collo.

    Prima nessuno mi sorvegliava, adesso sono sorvegliata.
    I tulipani si voltano verso di me, e la finestra dietro
    dove quotidianamente la luce si allarga e si assottiglia,
    io mi vedo, piatta, ridicola, ombra di carta ritagliata
    fra l'occhio del sole e gli occhi dei tulipani,
    non ho faccia, ho voluto cancellarmi.
    I vividi tulipani consumano il mio ossigeno.

    Prima che arrivassero l'aria era abbastanza calma,
    pulsava, respiro dopo respiro, senza scompiglio.
    Poi i tulipani l'hanno riempita di un gran rumore.
    Ora l'aria spinge e gli vortica attorno come un fiume
    spinge e vortica attorno a una macchina rosso-ruggine affondata.
    Concentrano la mia attenzione, che era felice
    giocando e riposando senza impegnarsi.

    Anche i muri sembrano riscaldarsi tra loro.
    I tulipani dovrebbero stare dietro le sbarre come bestie pericolose;
    si aprono come la bocca di un grosso felino africano,
    ed io mi accorgo del mio cuore: apre e chiude
    la sua ampolla di rossi boccioli per vero amor mio.
    L'acqua che assaggio e' calda e salata come il mare,
    e viene da un paese lontano come la salute.
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  • (4/26/2015 4:03:00 PM)


    A single tulip could not and did not exist till now Could be shot for desertion (Report) Reply

  • (6/6/2008 3:46:00 AM)


    This is one of the most brilliant poems I've ever read. The images so strong and exact, that even the catastrophic self-isolation of the author into the sikness booms beautiful. The metamorphisis of the pain into such a beauty is real magic and it cries for opposit, what it actually says - it cries for life. (Report) Reply

  • (3/22/2008 11:04:00 AM)


    This is the one that did it for me and for Ralph McTell too apparently...the deadly animation of the flowers disturbing her peace is brilliant, and the rest of the world gets the same treatment.... (Report) Reply

  • (1/6/2007 6:50:00 PM)


    how perfectly her description fits the mental institution. using tulips as a subtle reminder of how distorted life is against clean turbulent pain is genius. this one's one of my favorites.
    riel
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Poem Submitted: Friday, January 3, 2003



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